CONVEGNO INTERNAZIONALE SUL CAUCASO
![]()
![]()
Mercoledì 2 Maggio 2007 ore
10.30
VILLA CRIVELLI PUSTERLA -
Istituto Tecnico Agrario “Luigi Castiglioni”
via Garibaldi, 35,
Limbiate (Mi)
L’associazione
onlus “
Il
convegno si inserisce nell’ambito del progetto KAVKAS,
condotto a livello nazionale dall’Organizzazione di Volontariato Mondo in
Cammino, a cui l’associazione limbiatese ha aderito
sia nell’anno 2005 che nel 2006, avendo proposto il primo intervento di
cooperazione rivolto alla tormentata regione caucasica,
il progetto di ospitalità per il recupero psicologico di 21 ragazzi, ostaggio
dei terroristi nella scuola di Beslan, teatro di uno
dei più spaventosi drammi contemporanei.
Sembra
strano, ma stiamo parlando di Europa, ed i conflitti
che dilaniano il Caucaso Settentrionale ci chiamano in causa come europei, e
pongono gravi interrogativi alla comunità internazionale, ed in modo
particolare all’Unione Europea, circa i mezzi da adottare per un'autentica
convivenza tra popoli diversi.
Ancora
una volta è necessario ribadire che il negoziato, se
necessario con l'aiuto di istanze internazionali, è l'unica via possibile per
superare gli ostacoli che si oppongono alla concordia in questi mosaici etnici,
religiosi e linguistici del nostro mondo, dove l'originalità di ogni componente
deve essere rispettata.
Per tali ragioni diventa importante il ruolo di intermediari
che, partendo dalle proprie risorse e disponibilità, possano e vogliano cercare
di affrontare questa complessa situazione promuovendo il dialogo fra le parti in
conflitto.
Il
Convegno che andiamo a proporre, così come la
conferenza “BESLAN E CAUCASO: SEGNALI PER UNA PACE POSSIBILE” tenutasi nella scorsa primavera a Limbiate, alla
presenza di alcuni autorevoli amministratori delle repubbliche, sono momenti
fondamentali, che permettono a noi di studiare meglio i delicati equilibri presenti
del contesto in cui andiamo ad operare, e di rafforzare il nostro intervento
mirato al “Confidence building” fra le etnie osseta, inguscia e cecena, che si è dimostrato finora la miglior metodologia
nei processi di cooperazione alla pace.
Un
convegno che si inserisce in un ambito ci continuità
progettuale, visto che nel prossimo mese di settembre, sia la città di Limbiate
che quella di Varedo, saranno ancora protagonista di un’iniziativa che ci
risulta essere la prima esperienza al mondo, e cioè l’accoglienza
interetnica e intereligiosa
di 20 minori divisi in osseti cristiani e ingusci musulmani provenienti dalla zona contesa del Prigorodni Rion, area simbolo del
conflitto tra Ossezia del Nord e Inguscezia.
È
prevista la presenza di una delegazione di madri rappresentanti tutte le parti
interessate nei conflitti (donne ossete, ingusce, cecene) come segno del
passato e del presente, più altre 3 giovani ragazze di
diversa etnia ed impegnate nella realizzazione del giornale interetnico “Tutti
figli di Noè” promosso da “MONDO IN CAMMINO”, come
segno di un altro presente e di un possibile ed auspicabile futuro.
Non
può passare inosservato che “Donne ferite, donne di Pace” è un convegno “al
femminile”, e
ciò prende ancor più significato se pensiamo che il Consiglio e dal Parlamento
europeo hanno promosso il 2007, come l’ "Anno europeo delle pari
opportunità per tutti".
Un anno dedicato alla lotta contro le discriminazioni, anche
quelle basate sul genere, un’iniziativa tesa a rendere
tutti i cittadini più consapevoli del proprio "diritto di godere di un
uguale trattamento e di vivere una vita libera da qualsiasi
discriminazione".
I partecipanti al Convegno “Donne ferite…donne
di Pace”
Filippo
Penati, Presidente della provincia di Milano
Romeo
Antonio,
Sindaco del Comune di Limbiate;
Sandro Archetti, presidente
dell’associazione “
Massimo
Bonfatti, presidente dell’organizzazione di
volontariato “MONDO IN CAMMINO”
Eloeva Inveta (osseta), 59 anni.
Pediatra. Si è laureata all'Università statale dell'Ossezia
del nord. Nel 1992, durante il conflitto inguscio/osseto lavorava nell'ambulatorio medico del villaggio di Chermjen nel distretto di Prigorodni
(il distretto conteso fra ingusci ed osseti, attualmente parte della
Repubblica dell'Ossezia del Nord). Mentre stava
mettendo in salvo bambini di entrambe le etnie perdeva
il figlio di 16 anni colpito da una anonima e vigliacca fucilata. “Il gesto di
una persona non deve essere rappresentato come il gesto di tutto un popolo”. La
tragedia l’ha allontanata dal villaggio di Chermjen
in cui operava, per portarla a Vladikavkaz a svolgere
un’altra attività. Ora, in pensione, i suoi conoscenti ed amici osseti ed ingusci l’hanno
richiamata per dare una mano ai propri figli a Chermjen,
luogo del lutto e di contrasti sedimentati dal tempo: lei ha risposto e con i
suoi pochi strumenti da pediatra viaggia da una parte all’altra a curare i
bambini, senza distinzione, con l’amore e la professionalità che la tragedia ha
reso più grandi.
Musaeva Aminat (cecena), 52 anni.
Vive nel villaggio di Ghekhi, nella provincia di Urus Martan.
Nel conflitto russo/ceceno, nel giro di un’ora ha
perso i due figli, poco più che ventenni, dopo che erano stati reclusi in un
campo di filtraggio. Per sapere dove erano stati abbandonati i corpi ha dovuto pagare. In Inguscezia
ha rintracciato occasionalmente una cassetta con le riprese del massacro dei
figli appena effettuato. Li ha riconosciuti dai
vestiti. Ha raccolto altro materiale. Insieme a Memorial
ha presentato una istanza alla Corte Europea di Straburgo perché siano individuati gli assassini e possa
essere fatta giustizia.
Myakieva Madinat (inguscia), 59 anni,
pensionata. Abita nel villaggio di Karabulak in Inguscezia. Durante il conflitto inguscio/osseto del 1992 abitava nel villaggio Oktjabr'skoje
nel distretto di Prigorodni ed ha perso un figlio di
16 anni colpito anch’egli
da una fucilata anonima.
Dudieva Liudmila (osseta),
22 anni. Giornalista della televisione nazionale dell'Ossezia
del Nord "Alania".
E' una dei più giovani e attivi giornalisti della repubblica. Fa parte della
redazione che sta preparando il primo numero del giornale interetnico
"Tutti figli di Noè".
Selmursaeva Marizha (cecena), 20 anni. Studentessa della facoltà di storia dell'Università statale cecena e della facoltà di psicologia dell'istituto pedagogico
di Grozny. Senza genitori, la sua casa è stata
completamente distrutta. Vive presso parenti nel quartiere "Ottobre"
di Grozny. Fa parte della redazione che sta
preparando il primo numero del giornale interetnico "Tutti figli di Noè".
- Tumgoeva Liubov (inguscia), 34 anni.
Direttrice del museo di arti figurative dell’Inguscezia. Giornalista professionista. Esperta di storia inguscia. Rappresentante del comitato di
garanzia “senior” del giornale interetnico "Tutti figli di Noè".
Nerina Benuzzi, segretaria Camera del lavoro CGIL di Milano
Agata Dalò, Presidente della commissione Pari opportunità del comune di Limbiate;
Scarpini Maria Costanza, Dirigente scolastico dell’ITAG Luigi Castiglioni di Limbiate;